
Franco Piras ex giocatore della nazionale, attualmente golf designer e partner
della “Gary Player Design”, ci descrive il percorso che egli stesso ha progettato.
Buca 1 par 5
Buca di apertura ragionevolmente corta con il primo colpo in leggera salita verso
un pianoro dopo il quale la buca ridiscende leggermente verso il green. Solo il
giocatore più coraggioso gioca il drive nella lingua di fariway intarsiata tra
la macchia mediterranea per poi cercare di raggiungere il green con il secondo
colpo. Il giocatore più avveduto gioca in difesa con un legno tre di primo e un
lay up di secondo verso il bunker posto sulla destra del fairway per avere un
colpo pieno al green con il wedge. Il green su due livelli è arroccato sulla sponda
della collina. Guai andare lunghi o a destra, la macchia fitta non da possibilità
di recupero.
Buca 2 par 4
I tee sopraelevati danno una buona visuale di tutta la buca che gioca in salita
e leggermente dog leg a sinistra. Due grandi bunker su entrambi i lati del fairway
indicano la strada. Il giocatore che cerca di volare quello di sinistra per accorciare
la buca troverà sulla sua strada un‘altro bunker frontale a protezione del green
che da questa angolazione risulta stretto e necessità un colpo molto preciso.
Chi gioca in centro al fairway sulla destra del bunker avrà la strada un po’ più
lunga ma un’entrata al green più facile lungo l’asse longitudinale. Il green è
tutto in salita e si raggiunge con un ferro medio corto. Nel cercare il green
è meglio rimanere corti all’asta che puttare in discesa e rischiare di veder scappar
via la palla una volta passata la buca.
Buca 3 par 4
Buca in discesa leggermente dog leg a destra. Un gruppo di bunker protegge l’angolo
del dog leg. Decidete voi se e quanto tagliare sui bunker per avvicinarvi al green,
ma attenti alla macchia mediterranea sulla destra della pista, è più vicina di
quanto sembri e punisce senza scampo ogni minimo errore del giocatore temerario.
La strada più lunga è sempre la più sicura, un buon drive a sinistra dei bunker
e un ferro medio possono portarvi sul green che non presenta grandi problemi.
Buca 4 par 4
Nessuna strategia, stringete i denti e tirate lungo e dritto, solo il centro del
fairway vi darà una buona visuale del green e la speranza del par. La strada è
irta di ostacoli, cercate di evitare i piccoli bunker profondi a sinistra del
fairway dai quali è molto difficile raggiungere il green, oltre i quali comincia
la macchia mediterranea. Sulla destra è invece il fiume che costeggia la buca
per tutta la sua lunghezza a punire i vostri errori, e, sempre sulla destra del
fairway, un albero nasconde parzialmente la vista del green che è molto ondulato
e difeso a sinistra da due bunker profondi. Un par in questa buca vale doppio.
Buca 5 par 3
Il green si eleva dalla pianura in diagonale allungato verso sinistra dove è protetto
da un profondo bunker frontale. Solo un colpo vicino alla bandiera da la possibilità
di birdie, il green ondulato necessità di un putt di grande precisione nell’avvicinamento
alla buca.
Buca 6 par 5
Il tee shot è in salita e solo il giocatore lungo vede la sua palla scomparire
oltre il crinale e avvantaggiarsi del rotolo in discesa, ma attenzione, il drive
troppo a sinistra rischia di finire lungo il filare di eucalipus che costeggia
la buca a sinistra e limita la visuale sul secondo colpo. Il fairway è ampio ma
si stringe progressivamente nella seconda landing area dove dei bunker sulla destra
e un gruppo di querce puniscono il giocatore poco preciso, a sinistra invece la
macchia mette ancora più paura. Da lì la strada per raggiungere il green è ancora
lunga. Sopraelevato e un po’ in diagonale da destra a sinistra il green è protetto
da un bunker a sinistra e dalla macchia mediterranea a destra. Attenti a non finire
di volo lunghi in green, la cui ultima parte pende verso il fondo e vi farà rotolare
fuori la palla.
Buca 7 par 4
La buca gioca dog leg secco a sinistra con il secondo colpo tutto in salita verso
un green completamente trasversale protetto da un grande bunker frontale. Un bunker
all’estremità del fairway sulla destra indica la giusta strada per il tee shot
che giocato
in centro pista vi consentirà di giocare il secondo colpo da una buona posizione.
Anche quì il giocatore lungo e temerario può rischiare di tagliare la buca sulla
sinistra per avvicinarsi al green ma deve essere sicuro di far volare la palla
sopra la macchia e oltre i piccoli bunker che non sono visibili dal tee, finirci
dentro preclude il colpo al green. Sul secondo colpo non fidatevi solo della distanza,
il green sembra più vicino di quanto non sia e la salita suggerisce di giocare
almeno un ferro in più di quel che pensiate, ma attenzione a non volare il green,
la discesa nel retro porterà lontano la vostra palla lasciandovi un recupero insidioso.
Buca 8 par 3
Valutate bene il ferro da giocare verso il green, ogni errore si paga caro. Il
green è circondato dal lago su tre lati ed è trasversale all’asse di gioco. Bunker
frontali su entrambi i lati completano le insidie, un altro bunker posizionato
nel retro del green salva il colpo troppo lungo dall’ostacolo d’acqua. Il green
è su più livelli e il put è sempre insidioso. Chiudere la buca in par è sempre
molto soddisfacente e per sperare di farlo non esagerare nel cercare la bandiera
dal tee, un buon colpo in centro al green, che è la parte più ampia, non vi lascerà
mai troppo lontani dalla bandiera.
Buca 9 par 4
Quando arrivate sul tee valutate bene le opzioni di gioco in base alle vostre
capacità e alla posizione del battittore. Potete tentare di volare frontalmente
il lago e lasciarvi un ferro corto al green, ma per vederlo dovete giocare sulla
destra, se siete a sinistra il colpo è cieco e sarà difficile trovare un riferimento
per mettere la palla vicino alla bandiera. Potete invece giocare dal tee verso
destra nel corridoio di fairway stretto e parzialmente cieco e giocare al green
un ferro medio da un buona posizione, anche qui attenti al lago che a sinsistra
punisce ogni imprecisione. Se non volete correre rischi o non siete abbastanza
lunghi, fermatevi con il tee shot prima del lago e superatelo con il secondo colpo
cercando di avvicinarvi il più possible al green, dopotutto il par si può fare
anche con approccio e put.
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